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lunedì 6 aprile 2009

Lingua lituana

Il lituano è, insieme al lettone, uno dei due idiomi del gruppo baltico ad essere sopravvissuto delle lingue indoeuropee.

Nelle sue forme grammaticali è ritenuto essere dagli studiosi antico quanto il sanscrito, quindi riveste un ruolo molto importante nella linguistica. Molte delle sue forme sono rimaste inalterate per più tempo rispetto a quelle di altre lingue indoeuropee, e per questo sono oggetto di studio attento.

Il lituano mantiene la forma maschile e quella femminile anche nei verbi. L’accento e le variazioni di tono sono molto sottili, ma si viene comunque capiti anche se non si riesce a rispettarle tutte.

Nella lingua lituana non esistono le lettere “w”, “q” e “x”, ma in compenso esistono “č”, “ŏ”, “š” e “ž” per quanto riguarda le consonanti, mentre troviamo le lettere “ą”, “ę”, “į”, “ū” e “ų”.La lettera “i” è parzialmente interscambiabile con la lettera “y”.

Di seguito riporto la pronuncia delle lettere che non esistono in italiano o che nella nostra lingua sono pronunciate diversamente dal lituano:
-ą: è una “a” più lunga;
-e: pronunciata con un suono a metà tra la “a” e la “e”;
-ę: è una “e” più lunga;
-e: è una “e” aperta, come in certo;
-y/į: è una “i” più lunga;
-ū/ų: è una “u” più lunga;
-c: come in pizza;
-ŏ: come in circo;
-h: si pronuncia aspirata;
-dž: come in gente;
-dz: come nell’inglese beds;
-g: come in gatto;
-j: come in ieri;
-š: come in scivolo;
-ž: come nel francese jambon.

Pillole di lituano:
-ciao: SVEIKI;
-salve: LABAS;
-arrivederci: SUDIE;
-sì: TAIP;
-no: NE;
-grazie: DEKOJU;
-prego: PRAŠAU;
-mi chiamo Laura: MANO VARDAS YRA LAURA;
-aiuto!: GELBEKITE!

venerdì 3 aprile 2009

False friends...in spagnolo!

Falsi amici in inglese, in francese, in tedesco…e anche in spagnolo!

Anche nel caso di questa lingua si tratta di una serie di lemmi che hanno una forma simile a delle parole italiane, ma che ne differiscono completamente nel significato.

Di seguito ne riporto alcuni:
-aceite = olio, non aceto (vinagre);
-alargar = allungare, non allargare (ensanchar);
-biscote = fetta biscottata, non biscotto (galleta);
-burro = asino, non burro (mantequilla);
-cero = zero, non cero (cirio);
-caldo = brodo, non caldo (calor);
-disparo = sparo, non dispari (impar);
-dentera = ansia, non dentiera (placa dental);
-embarazada = incinta, non imbarazzata (avergonzada);
-efectivamente = efficacemente, non effettivamente (en efecto);
-fracaso = insuccesso, non fracasso (estruendo);
-fecha = data, non feccia (hez);
-grato = gradito, non grato (agradecido);
-guarida = rifugio, non guarita (curada);
-habitación = stanza, non abitazione (casa);
-halagar = lusingare, non allagare (inundar);
-lobo = lupo, non lobo (lóbulo);
-lepra = lebbra, non lepre (liebre);
-maleta = valigia, non maglietta (polera);
-mantel = tovaglia, non mantello (capa);
-nudo = nodo, non nudo (desnudo);
-nata = panna, non nata (nacida);
-oficina = ufficio, non officina (taller mecánico);
-oso = orso, non osso (hueso);
-patente = evidente, non patente (licencia);
-patito = anatroccolo, non patito (demacrado);
-rifar = sorteggiare, non rifare (rehacer);
-recorrer = percorrere, non ricorrere (recurrir);
-seta = fungo, non seta (seda);
-sierra = catena montuosa, non serra (invernadero);
-topo = talpa, non topo (rata);
-timo = fregatura, non timo (tomillo);
-viso = atteggiamento, non viso (rostro);
-vaso = bicchiere, non vaso (tiesto).


martedì 31 marzo 2009

Lo svedese

Oggi si parla della…lingua svedese!

Lo svedese è una lingua di ceppo germanico, appartenente al ramo nordico. Viene parlata in tutta la Svezia e anche in alcune zone della Finlandia. La maggior parte degli Svedesi utilizza l’inglese come seconda lingua, anche perché tra i due idiomi ci sono diverse somiglianze.

Se si cerca di imparare delle frasi di uso corrente, gli Svedesi lo apprezzeranno molto, poiché non sono abituati a sentire gli stranieri parlare la loro lingua, anche perché ha dei suoni che non esistono nelle altre lingue. Dopo un periodo di permanenza in Svezia, però, sarà possibile iniziare a capire qualcosa di questa lingua così bella!

Cinque dei nove principali dialetti sami, una minoranza svedese, sono considerati lingue ufficiali.

I verbi sono uguali per tutte le persone, quindi ad esempio il verbo essere si declinerà in questo modo: io sono = jag är; tu sei = du är; eccetera… Anche l’articolo determinativo rimane sempre invariato. In singolare e il plurale sono determinati dalla desinenza del sostantivo.

Le vocali sono lunghe, tranne quando sono seguite da consonanti doppie, in quel caso diventano brevi. Oltre alle nostre cinque vocali, “a”, “e”, “i”, “o” e “u”, che vengono pronunciate come in italiano, lo svedese ha i seguenti suoni vocalici:
-ä = si pronuncia come una “e” molto aperta;
-ö = si pronuncia mettendo le labbra come per dire “o” e invece dicendo “e”;
-y = si pronuncia mettendo le labbra come per dire “u” e invece dicendo “i”.

Per quanto riguarda le consonanti, invece, la maggior parte si pronuncia in modo simile alle consonanti italiane. Le eccezioni sono le seguenti:
-c = come in sole;
-ck = come in bocca;
-tj e rs = come in sci;
-ch = come il suono “ch” tedesco;
-g = come in gola, ma a volte viene pronunciata anche come in palio.

Pillole di svedese:
-salve: HEJ;
-arrivederci: HEJ DÅ;
-sì: JA;
-no: NEJ;
-per favore: SNÄLLA;
-grazie: TACK;
-prego: VARSAGOD;
-mi chiamo Laura: JAG HETER LAURA;
-aiuto!: HJÄLP!

domenica 29 marzo 2009

Lingua estone

L’estone è fa parte del gruppo balto-finnico delle lingue ugro-finniche e per questo motivo è strettamente affine al finlandese. La sua grammatica è particolarmente difficile: ci sono 14 casi, gli aggettivi sono declinabili e manca completamente la forma del tempo futuro. In più, il lessico è privo di legami con altri idiomi al di fuori del proprio gruppo linguistico.

All’inizio del ‘900 venne attuata una riforma completa e radicale della lingua estone da parte di Johannes Aavik. Il processo di ampliamento del vocabolario è in corso ancora oggi, con l’invenzione di nuovi termini estoni per adeguare la lingua alle moderne esigenze.

La maggior parte degli estoni capisce un po’ di finlandese e un po’ di inglese, ma è molto apprezzato il tentativo di dire qualche parola nella loro lingua madre.

Un particolarità: l’estone vanta la parola con il maggior numero di ripetizioni consecutive di una stessa vocale: äääär, che significa “bordo del ghiaccio”.

Rispetto all’italiano nella lingua estone mancano le lettere “q”, “w” e “x” ma in più ci sono “š”, “ž”, “õ”, “ä”, “ö” e “ü”. L’accento cade sempre sulla prima sillaba.

Le regole di pronuncia dell’estone differenti dall’italiano sono le seguenti:
-aa: “a” lunga;
-ae: come gaie;
-e: “e” aperta, come letto;
-ee: “e” lunga;
-ii: “i” lunga;
-o: “o” aperta, come volta;
-uu: “u” lunga;
-õ: come in inglese girl;
-õi: come in inglese curly;
-ä: “a” aperta;
-äe: come aereo;
-ää: “a” molto lunga e molto aperta;
-ö: come in inglese nurse;
öö: come sopra, ma più lunga;
-c: come lenza;
-g: come gatto;
-j: come ieri;
-k: più leggera rispetto all’inglese;
-š: come sciare;
-ž: come in francese jambe.

Per quando ci si rivolge a stranieri o a persone appena conosciute bisogna usare il formale te e teie, mentre sa e sina sono riservati solo a bambini, familiari e amici stretti.

Pillole di estone:
-ciao: TERE;
-arrivederci: HEAD AEGA;
-sì: JAH;
-no: EI;
-grazie: TÄNAN;
-prego: PALUN;
-mi chiamo Laura: MINU NIMI ON LAURA;
-aiuto!: APPI!

sabato 28 marzo 2009

Il greco


La lingua greca, o ellenica, è la lingua parlata dalle popolazioni greche; la sua storia dura da 3500 anni, anche se nel corso del tempo ha subìto molte variazioni, ed è la più lunga tra quella delle lingue europee. La fase del greco moderno è fissata dal XVI secolo fino ai giorni nostri. Appartiene alle lingue centum.


Il greco moderno si compone di due varianti linguistiche: la Katharévousa, la lingua dotta ricalcata sul dialetto classico, e la dumotikì, la lingua comune popolare. Quest’ultima nacque alla fine dell’Ottocento da studiosi e scrittori greci che promossero una sistematizzazione della lingua popolare a scopo didattico ed educativo. E’ questa, dal 1975, la lingua ufficiale della Grecia.


La grammatica è molto più semplice rispetto al greco antico. La costruzione della frase segue lo schema soggetto – verbo - oggetto come in italiano. Ci sono tre generi: il maschile, il femminile e il neutro. Ogni sostantivo va declinato a seconda del caso e del numero. Gli articoli sono obbligatori come in italiano.


I nomi delle lettere dell’alfabeto greco sono i seguenti: alfa, beta, gamma, delta, epsilon, zeta, eta, theta, jota, cappa, lambda, mi, ni, csi, omicron, pi, rho, sigma, tau, upsilon, fi, psi e omega.

giovedì 26 marzo 2009

Il cinese

Il cinese è una lingua inclusa nella famiglia delle lingue sino-tibetane; la sua scrittura deriva dai pittogrammi incisi nella terracotta risalenti a circa 6.000 anni fa.

Non esiste un’unica lingua cinese parlata, poiché le variazioni regionali sono molto marcate e non possono essere considerati dialetti, ma più lingue a sé stanti. La forma principale di cinese è il mandarino standard, la più parlata al mondo. Il cinese scritto, invece, è uguale per tutti i cinesi, solamente con poche eccezioni.

I principali gruppi di dialetti sono il mandarino, il gan, l’hakka, lo wu, lo xiang , il min e infine il bantonese standard.

Il cinese è una lingua isolante (ciò significa che i verbi non vengono coniugati e gli articoli non esistono), con un gran numero di parole composte, e omofona. Nella frase, il cinese segue l’ordine soggetto – verbo - oggetto e fa un uso frequente della costruzione tema – rema per formare le frasi. I pronomi e i soggetti non vengono espressi.

Nella lingua cinese l’alfabeto per comporre una parola non esiste. In Cina le parole scritte vengono definite “caratteri”; ogni carattere si scrive con uno o più tratti a comporre una figura. Ogni carattere può esprimere sia una parola che un concetto.

La lingua cinese prevede complessivamente 415 sillabe che possono essere pronunciate in quattro toni diversi. Il sistema adottato a partire dalla fine degli anni ’50 per trascrivere con caratteri latini la pronuncia degli ideogrammi è la traslitterazione Pinyin. I toni sono una parte molto importante della lingua cinese, perché alterando il tono di una sillaba se ne altera il significato.

martedì 24 marzo 2009

Il danese

Il danese appartiene al ramo nordico delle lingue germaniche. Il danese scritto ha una notevole rassomiglianza con lo svedese, il norvegese, l’islandese e la lingua delle isole Fær Øer. Il danese parlato, invece, si è evoluto in un’altra direzione, sviluppando suoni e particolarità di pronuncia unici al mondo.

Nella lingua danese esistono due generi: il comune e il neutro. Gli articoli vengono aggiunti come suffisso al sostantivo: “-en” per i sostantivi comuni singolari e “-et” per i sostantivi neutri sempre singolari.

Come in italiano, anche in danese esiste una forma di cortesia e un modo informale per rivolgersi a terzi: come pronomi personali per la forma di cortesia si usano “De” e “Dem”, mentre per il modo informale sono utilizzati “du” e “dig”.

La lingua danese ha tutte le lettere dell’alfabeto inglese, oltre a æ, å e ø, che si trovano alla fine dell’ordine alfabetico. La pronuncia danese può risultare parecchio ostica: le consonanti possono essere strascicate, pronunciate indistintamente oppure omesse totalmente. Di solito l’accento cade sulla prima sillaba.

L’uso della lettera “å” venne introdotto solamente nel 1948 per rimpiazzare la “aa”. Alcune città e alcuni istituti hanno però scelto di continuare ad utilizzare il simbolo tradizionale. Per questo si possono trovare sia Aalborg che Århus.

Di seguito riporto la pronuncia delle vocali e delle consonanti diverse dall’italiano:
-a = come casa;
-e = come tetto;
-e(g) = come fai;
-i = come marina;
-o = può essere pronunciata come una “o” breve oppure come una “u” lunga;
-o(r) = “o” lunga;
-o(v) = come fauna;
-u = come uva;
-u(n) = uovo;
-y = come la “u” francese;
-æ = si pronuncia sia “a” che “e”;
-ø = come germe;
-å = come uovo;
-c = come sole;
-ch = come ciliegia;
-g = gusto;
-h = si pronuncia aspirata;
-j = come junior;
-r = pronunciata arrotata;
-sj = come scialle;
-w = come viola.

Pillole di danese:
-salve: GODDAG;
-ciao: HEJ;
-sì: JA;
-no: NEJ;
-per favore… : VŒR SÅ VENLIG AT…
-scusa: UNDSKYLD;
-mi chiamo Laura: JEG HEDDER LAURA;
-aiuto!: HJÆPL!

domenica 22 marzo 2009

Il giapponese

Il giapponese è la lingua che viene parlata principalmente in Giappone, oltre che nell’isola di Angaur e in altre aree di immigrazione giapponese. Fa parte delle lingue nipponiche ed è una lingua semi agglutinante.

Nella lingua giapponese esistono tre diverse categorie di parole: quelle originarie propriamente del Giappone, quelle importate dalla Cina e quelle derivanti, soprattutto negli ultimi anni, dalle lingue occidentali, quali l’Inglese.

Il giapponese ha tre alfabeti: l’hirigana, il katakana e il kanji. I primi due sono di tipo fonetico: ciò significa che ad ogni simbolo corrisponde un suono; l’alfabeto kanji, invece, è di tipo simbolico: ad ogni simbolo corrispondono uno o più significati. L’insieme di hirigana e katakana forma i kana, dei segni grafici simili alle nostre sillabe. Il primo serve per scrivere elementi grammaticali mentre il secondo per le parole straniere.

In giapponese esistono 5 vocali e 26 consonanti diverse. Nella traslitterazione della scrittura giapponese sono impiegate 22 lettere dell’alfabeto latino: non esistono la “l”, la “q”, la “v” e la “x”.
Non esistono nella lingua giapponese né gli articoli (tavolo, un tavolo e il tavolo verrà scritto nello stesso modo), né la forma plurale e nemmeno le forme possessive.

In Giappone si può scrivere come nel mondo occidentale, ossia in orizzontale da sinistra a destra, dall’alto verso il basso, ma anche in verticale, sempre dall’alto verso il basso ma da destra a sinistra. Non esistono spazi tra le parole.

La lingua giapponese è molto ricca di omofoni e di voci onomatopeiche; ha una coniugazione positiva e una negativa di tutte le forme verbali e aggettivali e il soggetto, a differenza di lingue come l’inglese, è quasi sempre sottinteso. In Giappone bisogna infine fare molta attenzione nella scelta del parlato formale o informale: il giapponese informale si usa solo in situazioni di estrema familiarità.

mercoledì 18 marzo 2009

False friends...in tedesco!

I false friend esistono anche tra l’italiano e il tedesco: sono termini tedeschi molto simili ad altri italiani ma con un significato completamente diverso. Sono chiamati falsi amici perché possono portare ad errori durante l’apprendimento della lingua straniera.

Di seguito ne riporto una piccola lista:
- Abort = gabinetto, non aborto (Abtreibung);
- alt = vecchio, non alto (hoch);
- bis = fino a, non bis (Zugabe);
- Burg = fortezza, non borgo (Dorf);
- brutto = lordo, non brutto (hässlich);
- Chef = capo, non chef (Küchenchef);
- Dose = barattolo, non dose (Portion);
- Dirigent = direttore d’orchestra, non dirigente (Führungskraft);
- Erbe = erede, non erba (Gras);
- Examen = laurea, non esame (Prüfung);
- Firma = ditta, non firma (Unterschrift);
- famos = eccellente, non famoso (berühmt);
- groß = grande, non grosso (dick);
- Golf = golfo, non golf (Pullover);
- hier = qui, non ieri (gestern);
- Habilitation = abilitazione alla libera docenza, non abilitazione (Befähigung);
- ignorant = ottuso, non ignorante (unwissend);
- Indianer = indiano dell’America, non indiano (Inder);
- kalt = freddo, non caldo (warm);
- Kamera = macchina fotografica, non camera (Zimmer);
- Lexikon = enciclopedia, non lessico (Wortschatz);
- Limonade = bibita gassata con succo di frutta, non limonata (Zitronensaft);
- Mappe = cartella, non mappa (Karte);
- morbid = malato, non morbido (weich);
- Nonne = suora, non nonna (Oma);
- Notiz = annotazione, non notizia (Nachricht);
- Ort = luogo, non orto (Gemüsegarten);
- ordinär = volgare, non ordinario (normal);
- prima = benissimo, non prima (die erste);
- Parole = motto, non parola (Wort);
- Regal = scaffale, non regalo (Geschenk);
- Robe = abito da sera, non roba (Ware);
- Salat = insalata, non salato (salzig);
- Statist = comparsa, non statista (Staatsmann);
- Termin = appuntamento, non termine (Frist);
- Traum = sogno, non trauma (Trauma);
- Weste = gilet, non veste (Rolle);
- Wange = guancia, non vanga (Spaten);
- Zirkel = compasso, non circolo (Verein).

sabato 14 marzo 2009

L'islandese

L’islandese (islenska) è una lingua germanica (la più conservativa di tutte) che fa parte della famiglia delle lingue europee. E’ la lingua ufficiale dell’Islanda.

L’islandese moderno è in gran parte restato uguale all’islandese antico. Nella sua formazione è stato fortemente influenzato dal norvegese, poiché la maggior parte degli originari colonizzatori dell’Islanda proveniva proprio dalla Norvegia.

Nell’islandese esistono tre generi: il maschile, il femminile e il neutro, come nella lingua tedesca. La declinazione, anche in questo caso come nel tedesco, distingue quattro casi: il nominativo, il genitivo, il dativo e l’accusativo. Inoltre, l’islandese ha conservato le desinenze personali dei verbi.

Il sistema ortografico vigente attualmente in Islanda venne introdotto nel 1918 e subì le ultime modificazioni nel 1974. Per quanto riguarda l’islandese non si può parlare dell’esistenza di veri e propri dialetti, poiché si distinguono solamente due macro-aree: la regione di nord/nord-est, e la regione di sud/sud-est, con differenze riguardanti il piano fonetico.

L’alfabeto islandese si compone di 32 lettere, la maggior parte delle quali sono uguali a quelle utilizzate in quello italiano. La “y” è considerata però la sesta vocale; le lettere “c”, “w” e “q” non esistono. Per quanto riguarda la lettera “z”, invece, è stata abolita ma viene ancora largamente utilizzata all’interno della popolazione. Le lettere islandesi che invece sono diverse da quelle dell’alfabeto italiano sono: “đ”, “æ” e “þ”.Tutte le vocali possono essere sia lunghe che corte, così come tutti i dittonghi e come la maggior parte delle consonanti.

In Islanda non si utilizzano i cognomi di famiglia, ma insieme al nome di battesimo si usa dire solamente il patronimico, come avveniva in Italia nel Medioevo, ma come avviene ancora adesso in Paesi come la Russia. Al nome del padre si aggiunge il suffisso “-son” per indicare “figlio”, mentre si utilizza “-dóttir” per indicare “figlia”.

martedì 20 gennaio 2009

Esperanto


L’esperanto è una lingua che venne creata nel 1887 da Zamenhof, un oftamologo polacco. La parole “esperanto” deriva, seppur indirettamente, proprio da questo dottore: lingvo internacia de Doktoro Esperanto, ossia lingua internazionale del Dottore che spera.

L’idea di base era quella di creare una lingua internazionale che non andasse a rimpiazzare le varie lingue nazionali, ma che venisse imparata ed utilizzata da tutti i cittadini a livello mondiale per poter comunicare tra di loro. Zamenhof voleva creare tra i vari popoli comprensione e soprattutto pace mediante l’utilizzo di una lingua che non si colloca né politicamente, né religiosamente, né etnicamente, proprio perché è una lingua di tutti e di nessuno.

L’esperanto nasce da parecchie lingue internazionalmente diffuse (tra cui il latino, l’italiano, il tedesco, l’inglese, il polacco, ma ultimamente anche il giapponese), ed è abbastanza facile sia dal punto di vista fonetico, che grammaticale, che sintattico: ad esempio, non esistono consonanti doppie, non c’è una struttura fissa della frase, l’accento cade sempre sulla penultima sillaba e non ci sono eccezioni alle regole di grammatica.

Oggi, anche se non ha raggiunto l’obiettivo primario di Zamenhof, l’esperanto è la più conosciuta e utilizzata tra le lingue ausiliarie internazionali esistenti. E’ usata da migliaia di persone in tutto il mondo, sia in forma orale che scritta. Possiamo trovare trasmissioni radio in lingua esperanto, e anche la Santa Sede l’ha riconosciuta come lingua liturgica in cui è possibile celebrare la Santa Messa.

Ci sono delle proposte, a livello dell’Unione Europea, di utilizzare l’esperanto come lingua franca, per evitare le numerose traduzioni necessarie soprattutto con l’ingresso di nuovi Stati membri, e per non avvantaggiare nessun Paese a discapito degli altri.

Esempi:
-Bestoj = animali
Birdo = uccello
Bovino = mucca
Elefanto = elefante
Hundo = cane
Kato = gatto
Leono = leone
Muso = topo, ratto
Porko = maiale
Serpento = serpente
Simio = scimmia

-Fruktoj = frutta
Abrikoto = albicocca
Anananso = ananas
Banano = banana
Citrono = limone
Frago = fragola
Mandarino = mandarino
Olivo = oliva
Persiko = pesca
Piro = pera
Pomo = mela

-Legomoj = verdura
Ajlo = aglio
Cepo = cipolla
Karoto = carota
Kukumo = cetriolo
Kukurbo = zucca
Papriko = peperoncino, peperone
Pizo = pisello
Salato = insalata
Terpomo = patata
Tomato = pomodoro