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venerdì 3 aprile 2009

False friends...in spagnolo!

Falsi amici in inglese, in francese, in tedesco…e anche in spagnolo!

Anche nel caso di questa lingua si tratta di una serie di lemmi che hanno una forma simile a delle parole italiane, ma che ne differiscono completamente nel significato.

Di seguito ne riporto alcuni:
-aceite = olio, non aceto (vinagre);
-alargar = allungare, non allargare (ensanchar);
-biscote = fetta biscottata, non biscotto (galleta);
-burro = asino, non burro (mantequilla);
-cero = zero, non cero (cirio);
-caldo = brodo, non caldo (calor);
-disparo = sparo, non dispari (impar);
-dentera = ansia, non dentiera (placa dental);
-embarazada = incinta, non imbarazzata (avergonzada);
-efectivamente = efficacemente, non effettivamente (en efecto);
-fracaso = insuccesso, non fracasso (estruendo);
-fecha = data, non feccia (hez);
-grato = gradito, non grato (agradecido);
-guarida = rifugio, non guarita (curada);
-habitación = stanza, non abitazione (casa);
-halagar = lusingare, non allagare (inundar);
-lobo = lupo, non lobo (lóbulo);
-lepra = lebbra, non lepre (liebre);
-maleta = valigia, non maglietta (polera);
-mantel = tovaglia, non mantello (capa);
-nudo = nodo, non nudo (desnudo);
-nata = panna, non nata (nacida);
-oficina = ufficio, non officina (taller mecánico);
-oso = orso, non osso (hueso);
-patente = evidente, non patente (licencia);
-patito = anatroccolo, non patito (demacrado);
-rifar = sorteggiare, non rifare (rehacer);
-recorrer = percorrere, non ricorrere (recurrir);
-seta = fungo, non seta (seda);
-sierra = catena montuosa, non serra (invernadero);
-topo = talpa, non topo (rata);
-timo = fregatura, non timo (tomillo);
-viso = atteggiamento, non viso (rostro);
-vaso = bicchiere, non vaso (tiesto).


martedì 10 marzo 2009

Top five: Madrid

Top five: cosa vedere a…Madrid!

Madrid è la capitale della Spagna e si trova nel cuore della penisola, nel mezzo dell’altipiano castigliano, a più di 600 metri di altezza sul livello del mare. Si tratta di una città cosmopolita, centro finanziario, sede del Governo dello stato e del Parlamento spagnolo nonché residenza abituale dei monarchi.

L’origine della città è da far risalire all’emiro musulmano Mohamed I, il quale fece costruire una fortezza sulla riva sinistra del fiume Manzanares. Madrid fu oggetto di dispute tra i regni cristiani e musulmani, finche non fu conquistata da Alfonso VI nel XI secolo. Ciò che oggi resta in piedi del passato più remoto sono fondamentalmente costruzioni barocche e neoclassiche del XVII e XVIII secolo: le più importanti sono la Plaza Mayor e il Palazzo Reale.

Da visitare:
1. la PLAZA MAYOR.
Il nome Plaza Mayor venne dato a questa piazza all’inizio del XVI secolo, quando a Juan de Herrera venne commissionato il progetto di ristrutturazione dell’antica piazza dell’Arrabal. Fu inaugurata nel 1620. Ha una forma rettangolare ed è circondata da portici caratteristici. Fino al secolo scorso la Plaza Mayor fungeva da luogo dove si svolgeva il mercato di tutti i giorni; nei secoli precedenti fece da scenario a numerosi avvenimenti pubblici, come corridas de toros, esecuzioni capitali e feste con balli e teatro. Tutte le domeniche mattina a Plaza Mayor si svolge un mercato filatelico mentre a Natale la piazza si riempie di presepi e articoli natalizi. Al centro della piazza si trova una statua equestre di Filippo III realizzata in bronzo. Plaza Mayor emoziona anche per i singolari affreschi dell’edificio principale che si trova al suo interno: la Casa de la Panaderia;
2. il MUSEO DEL PRADO.
Il museo è situato in una costruzione neoclassica che venne disegnata dall’architetto Villanueva nel 1785; inizialmente era stata progettata per diventare un Museo di Scienze Naturali, ma dal 1818 divenne una pinacoteca. La sua forma è rettangolare, con due zone quadrate ad entrambi i lati. Al centro si trova una scultura in bronzo raffigurante Carlo V. Al suo interno si trovano oltre 100 sale che contengono dei veri capolavori della pittura spagnola ed europea: la collezione di Pittura spagnola, ad esempio, è la più grande finora esposta. Gli artisti più importanti sono El Greco, Velazquez e sicuramente Goya, con i sui capolavori “Maya desnuda” e “Maya vestida”. Ma non si parla solo di pittura spagnola: diverse sono anche le opere di artisti italiani (come Tiziano) e fiamminghi (come Rubens);
3. il PALAZZO REALE.
Si tratta del mastodontico Palacio Real de Madrid risalente al diciottesimo secolo, residenza ufficiale dei reali di Spagna, dove vengono tenute tutte le manifestazioni ufficiali nonché le cerimonie di Stato (il re Juan Carlos vive però fuori città). Venne costruito sulle fondamenta di un altro palazzo esistente, l’Alcazár, che venne distrutto. Alla sua costruzione parteciparono anche due architetti italiani: Francesco Sabatini e Gianbattista Sacchetti. Al suo interno si trovano ben 2000 stanze, di cui un buon numero visitabili. Da vedere la Sala del Trono con i seggi reali e la Sala della Porcellana.
All’esterno si può visitare la Plaza de l’Armeria, dove si svolge il cambio della guardia; accanto al palazzo sorgono i giardini di Sabatini, costruiti nel 1933.
Il Palazzo Reale fa parte del Patrimonio Nazionale di Spagna;
4. il PARQUE DEL BUEN RETIRO.
Si può entrare in questo parco, uno dei polmoni verdi di Madrid, per vari accessi (calle Alfonso XII, Plaza de la Indipendencia, Avenida Pelayo e Alcalá). Ciò che oggi si conosce con il nome di Parque del Buen Retiro formò parte dei giardini, palazzi e residenze edificate ad uso reale per ordine di Filippo IV, inaugurate nel 1632. Al suo interno spiccano il Palazzo di Cristallo, una serra invernale, e il Palazzo Velázquez, destinato a mostre. Il Parque comprende oggi ben 140 ettari di verde, con annesso anche un lago artificiale, Estanque, che è possibile visitare con delle barche a noleggio;
5. la CATTEDRALE DE ALMUDENA.
La costruzione di questa cattedrale iniziò nel 1879 e i lavori per la sua conclusione si protrassero per circa un secolo. Venne consacrata da Giovanni Paolo II nel 1993, e in quest’occasione fu spostata qui la statua della Madonna di La Almudena, la protettrice di Madrid, dalla Chiesa di San Isidro, che rimane una delle principali della città. Lo stile della cattedrale riflette le costruzioni del XIII secolo. Si può salire fino alla sua sommità: sa qui è possibile vedere tutta la città e una panoramica ravvicinata sul Parque del Oeste.

lunedì 2 marzo 2009

Leggenda e tradizione a Caravaca de la Cruz

Una leggenda che mi è piaciuta particolarmente è quella che ha come protagonista Caravaca de la Cruz. Si tratta di un paese della Murcia, la più piccola comunità autonoma del Sud della Spagna affacciata sul Mar Mediterraneo, tra la Comunità valenciana e l’Andalusia.

La leggenda narra che un gruppo di cavalieri templari aveva portato in questo luogo dalla Terra Santa, tanti anni fa, tre schegge della Croce di Cristo. Per custodirne i frammenti, i cavalieri costruirono una croce particolare, con due bracci orizzontali, e fecero edificare al centro del castello che dominava la città una chiesa: il Santuario de la Vera Cruz.

Caravaca de la Cruz è Città Santa, e può pregiarsi di celebrare un Anno Giubilare ogni sette (il prossimo sarà nel 2010). Lo status di Città Santa le venne riconosciuto dopo che, nel 1231, avvenne un miracolo: un sultano moro si convertì al Cristianesimo durante una Messa che aveva chiesto di celebrare per pura e semplice curiosità: la croce mancava, ma due angeli scesero dal cielo portandone una e depositandola sull’altare, tra lo stupore generale.

Oltre alla leggenda c’è anche una tradizione interessante che riguarda Caravaca: qui si coltiva da sempre la vite per fare il vino tinto, ossia il vino rosso, una delle risorse principali della città. Una volta che è pronto, ogni viticoltore riempie delle otri e sale al Santuario insieme al proprio cavallo affinché il vescovo le benedica immergendovi la Croce. Il vino benedetto verrà poi miscelato con il resto della produzione.

In passato i cavalli che portavano il vino per la benedizione entravano direttamente nel Santuario; per questo motivo i viticoltori decisero di ornare i loro animali con stoffe e tessuti ricamati. Con il passare degli anni si creò una vera e propria gara a chi avesse il cavallo migliore. La processione dei cavallo del vino divenne una vera e propria festa di paese, che andava al di là della cerimonia della benedizione. Oggi questa festa si celebra ai primi di maggio, dura cinque giorni e coinvolge migliaia di persone che si riversano per le vie della città indossando il foulard rosso, simbolo della festa.

La gara vera e propria consiste in una corsa: per ogni cavallo ci sono quattro giovani; insieme devono imboccare correndo la ripida strada che dal paese sale fino alla porta del castello, dove c’è il traguardo. Qualora uno dei quattro accompagnatori cadesse o si staccasse, tutto il gruppo viene squalificato.

domenica 22 febbraio 2009

Top Five: Barcellona

Top five: cosa visitare a…Barcellona!

Barcellona è la seconda città della Spagna, nonché la capitale della Catalogna. E’ una città che conserva gelosamente la propria cultura e le proprie tradizioni, la al tempo stesso riesce ad aprirsi ai turisti di ogni nazionalità.
E’ una delle mie città preferite, senza dubbio: calda, allegra, piena di vita, accogliente… Di cose da vedere ce ne sarebbero altro che cinque, ma queste sono quelle che mi hanno più colpito:

1. LA SAGRADA FAMILIA
Questa è una delle opere più famose di Barcellona, oltre che una delle opere più importanti di Gaudì. Nel 1883 gli venne affidato l’incarico di costruire una chiesa monumentale, una basilica Cattolica Romana, finanziata però dal popolo. Il progetto prevedeva la fine dei lavori nel 1910, ma ancora oggi è un cantiere aperto, anche a causa del passaggio dei lavori da un architetto a un altro senza troppa continuità. Il nome originale è “Temple Expiatori de la Sagrada Familia”.
Tutta l’opera è permeata di simbolismi mistici cristiani, come ad esempio il numero delle torri: oggi sono solamente otto, ma il progetto originale ne indica dieci in più, dodici per gli apostoli, quattro per gli evangelisti, una per la Madonna e una per Gesù, la più alta. Un altro simbolismo evidente è l’entrata divisa geometricamente in tre parti, ognuna delle quali rappresenta le tre virtù cristiane: la Speranza, la Fede e la Carità.
Oggi sono in fase di costruzione le navate centrali. Si prevede che i lavori possano finire attorno al 2020.
Entrare all’interno della Sagrada Familia lascia senza parole, sia per la magnificenza dell’opera, sia perché non assomiglia proprio a una chiesa ma piuttosto ad un cantiere aperto. A molti può deludere la visione di blocchi di pietre, pontili, sacchi di cemento… Ma questo è anche un po’ il suo fascino, e uno dei motivi della sua celebrità in tutto il mondo!
Per visitare la Sagrada Familia: da ottobre a febbraio le visite sono consentite dalle 9.00 alle 18.00, da marzo a settembre dalle 9.00 alle 20.00. L’entrata costa 8 euro, e serve a finanziare i lavori di completamento della basilica.

2. LE RAMBLAS
Le ramblas sono uno dei luoghi più famosi al mondo per quanto riguarda il passeggio, o lo struscio, o le vasche, come si dice in alcuni luoghi d’Italia. Si tratta di una strada stracolma di gente, sia di notte, sia di giorno e per percorrerla tutta occorrono anche delle ore. Bisogna stare sempre molto attenti a tenere la destra per non urtare le centinaia di migliaia di turisti che vanno in senso opposto, ma nonostante questo si riescono comunque ad osservare i numerosi artisti di strada (in particolar modo i mimi, ce n’è uno ad ogni passo!, e i pittori), i negozi, le bancarelle con i fiori, i giornalai, i venditori di uccelli, i ristoranti e i bar…
Un percorso ideale inizia da Plaça de Catalunya e termina al Porto Antico.

3. IL MONTJUÏC
Da questo piccolo monte ebraico alto 212 metri, nei pressi del porto, si ha una splendida vista su tutta Barcellona. Alla sommità si trova il Castello del Montjuïc, in passato una fortezza militare che controllava l’entrata a Barcellona dal mare, di origine medievale, oggi un museo militare. Qui si trovano anche l’Anello Olimpico con il famoso Stadio, il Museo Nazionale dell’Arte catalana, il giardino botanico con più di 600.000 piante e il Palacete Albeniz, residenza d’onore della famiglia reale spagnola. Di grande importanza anche il Poble espanyol, la ricostruzione di un piccolo paesino medievale davvero caratteristico, con negozi di artigiani, ristoranti e una piazza.
Per arrivare al Montjuïc a piedi oppure grazie alla teleferica, dalla quale si gode un magnifico paesaggio.

4. IL BARRIO GOTICO
Raggiunta quasi la metà della Rambla, si può accedere al Barrio Gotico, il quartiere antico di Barcellona, sviluppato dai Greci prima e dai Romani poi. Il nome deriva dalla presenza al suo interno di splendidi monumenti gotici. In questo quartiere si svilupparono personalità importanti come quelle di Picasso, Dalì e Mirò.
I principali edifici pubblici sono il Palazzo Reale, la Cattedrale di Sant’Eulalia, la patrona di Barcellona, simbolo del quartiere, il Municipio e la sede del Parlamento Autonomo della Catalogna, il Palau de la Generalitat. La piazza più importante, nonché centro del quartiere, è quella del Rei, con accanto l’imponente torre Mirador de Mar. Qui si trova anche l’unica chiesa in stile gotico-catalano perfettamente finita, è quella di Santa Maria del Mar. Per gli amanti dell’arte, da non perdere il Museu d’historia de la Ciutat, dove è possibile visitare com’era Barcellona ai tempi romani e medievali.

5. IL PARC GÜELL
Questo rappresenta una delle opere compiute di Antoni Gaudì, risalente agli anni ai primi anni del secolo passato.
Il progetto iniziale prevedeva che venisse realizzata una “città giardino” con 60 ville, ma purtroppo per mancanza di fondi ne vennero costruite solamente due, una delle quali divenne la casa dell’artista e della sua famiglia. Qualche anno più tardi il comune di Barcellona propose a Gaudì di sovraintendere ai lavori per far diventare il Parc Güell un parco pubblico.
Di grande impatto la scalinata ornata dal dragone diventato ormai famoso in tutto il mondo, la Sala delle Colonne, le fontane, le grotte e le colonne.