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lunedì 23 marzo 2009

Top five: Reykjavik

Top five: cosa visitare a...Reykjavik!

Reykjavik è la capitale dell’Islanda; il suo nome significa “baia fumosa”, molto probabilmente perché nelle sue vicinanze ci sono diverse sorgenti bollenti. La città si affaccia sull’Oceano Atlantico e nel suo centro si trova un laghetto molto amato dai cittadini: il Tjörnin, ghiacciato fino al mese di aprile.

Per i turisti che si vogliono recare a Reykjavik, è importante sapere che è la città più cara del mondo: i prezzi sono davvero alti, perché quasi tutto quello che c’è è importato dall’estero, e la cosa ha un suo costo. Reykjavik è anche famosa in tutto il mondo per la sua vita notturna: locali, discoteche, spettacoli e intrattenimenti per tutti i gusti!

Il clima è molto freddo, quindi è importante attrezzarsi a dovere: le temperature in estate non salgono quasi mai sopra i quindici gradi, in inverno restano sempre sotto lo 0°C.

Da visitare:
1. il MUSEO NAZIONALE.
Il museo venne creato nel 1863; al suo interno si possono ammirare diversi oggetti legati alla cultura islandese, oltre che gioielli, armi e oggetti di uso quotidiano. Conserva anche oggetti sacri e oggetti risalenti al periodo della colonizzazione;

2. l’ALTHING.
Si tratta del Parlamento, che iniziò a riunirsi all’incirca mille anni fa. Fu il primo Parlamento del mondo;

3. la BASILICA DI HALLGRIMSKIRKJA.
Si trova nella parte nuova della città, e anche questa Basilica è molto recente: venne infatti terminata negli anni ’70 . L’interno è in stile quasi completamente gotico. La chiesa ha anche una torre, su cui è possibile salire per poter ammirare un panorama stupendo dell’intera città; grazie proprio a questa torre è considerata l’edificio più alto di Reykjavik ma anche il suo simbolo;

4. il MUSEO ALL’APERTO Árbæjarsafn.
Si tratta di un museo all’aperto non molto distante dal centro dove si possono osservare all’incirca una trentina di case e di capanne costruite in torba risalenti al XIX secolo; all’interno sono arredate come le originali;

5. le PISCINE GEOTERMICHE.
Reykjavik ha una grande risorsa nel suo territorio: l’acqua proveniente dal sottosuolo è calda. Questo fa sì che nella città siano sorte un altissimo numero di piscine geotermiche dove gli islandesi vanno a rilassarsi e a nuotare. Per i turisti è un’attività da fare assolutamente, anche per entrare meglio nello spirito della città e dei suoi abitanti.

sabato 14 marzo 2009

L'islandese

L’islandese (islenska) è una lingua germanica (la più conservativa di tutte) che fa parte della famiglia delle lingue europee. E’ la lingua ufficiale dell’Islanda.

L’islandese moderno è in gran parte restato uguale all’islandese antico. Nella sua formazione è stato fortemente influenzato dal norvegese, poiché la maggior parte degli originari colonizzatori dell’Islanda proveniva proprio dalla Norvegia.

Nell’islandese esistono tre generi: il maschile, il femminile e il neutro, come nella lingua tedesca. La declinazione, anche in questo caso come nel tedesco, distingue quattro casi: il nominativo, il genitivo, il dativo e l’accusativo. Inoltre, l’islandese ha conservato le desinenze personali dei verbi.

Il sistema ortografico vigente attualmente in Islanda venne introdotto nel 1918 e subì le ultime modificazioni nel 1974. Per quanto riguarda l’islandese non si può parlare dell’esistenza di veri e propri dialetti, poiché si distinguono solamente due macro-aree: la regione di nord/nord-est, e la regione di sud/sud-est, con differenze riguardanti il piano fonetico.

L’alfabeto islandese si compone di 32 lettere, la maggior parte delle quali sono uguali a quelle utilizzate in quello italiano. La “y” è considerata però la sesta vocale; le lettere “c”, “w” e “q” non esistono. Per quanto riguarda la lettera “z”, invece, è stata abolita ma viene ancora largamente utilizzata all’interno della popolazione. Le lettere islandesi che invece sono diverse da quelle dell’alfabeto italiano sono: “đ”, “æ” e “þ”.Tutte le vocali possono essere sia lunghe che corte, così come tutti i dittonghi e come la maggior parte delle consonanti.

In Islanda non si utilizzano i cognomi di famiglia, ma insieme al nome di battesimo si usa dire solamente il patronimico, come avveniva in Italia nel Medioevo, ma come avviene ancora adesso in Paesi come la Russia. Al nome del padre si aggiunge il suffisso “-son” per indicare “figlio”, mentre si utilizza “-dóttir” per indicare “figlia”.