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lunedì 6 aprile 2009

Castelli della Loira: Blois


Le Château de Blois

Il castello di Blois è il palazzo di Luigi XII. Il suo momento doro ci fu nell’anno 1462, quando vi nacque il futuro re di Francia, Luigi XII per l’appunto. Succeduto a Carlo VIII nel 1498, il nuovo re diede inizio a un grandioso progetto di trasformazione dell’edificio, di origine duecentesca, in residenza reale. Fu costruita una nuova ala ma soprattutto fu rivoluzionato l’impianto stesso della città, con l’allestimento di vasti giardini.
La scala interna principale del castello è elicoidale; l’innovazione di questo elemento architettonico consiste nelle aperture verso la corte interna, che nelle torri medievali e gotiche era assente per motivi difensivi. La facciata delle logge è molto scenografica, così come la scala esterna che domina la corte o i camini presenti in ognuna delle sale dell’ala di Francesco I.

Gli arredi e i decori rivelano un’influenza italiana, derivata da Firenze, da dove proveniva uno dei personaggi chiave della storia del castello di Blois: Caterina de’ Medici. La donna entrò di prepotenza nella dinastia reale di Francia grazie al matrimonio con Enrico II, e da quel momento seppe sempre imporre la sua presenza a corte, creando attorno a sé un circolo culturale. Non meraviglia quindi che uno dei locali più interessanti di tutto il castello di Blois sia proprio il gabinetto di lavoro di Caterina de’ Medici, al primo piano.

Il castello è disseminato di ripostigli segreti, che secondo le credenze popolari servivano agli scopi più fantasiosi; in realtà avrebbero dovuto servire come luoghi dove riporre gioielli e documenti di Stato.
Al secondo piano si trova una serie di tele d’autore che fa rivivere le tragiche sequenze dell’assassinio del duca Enrico di Guisa, vittima di una congiura perpetrata contro di lui da Enrico III, figlio di Caterina de’ Medici.

E’ un complesso architettonico dove si mescolano stili completamente diversi: il castello si compone infatti di tre ali, ognuna delle quali si differenzia dalle altre. La prima è l’ala Luigi XII, costruita in mattoni rossi e pietra; la seconda è l’ala Francesco I, dal gusto completamente italiano e l’ultima è l’ala Gastone d’Orléans, dove lo stile predominante è quello neoclassico.

I tre ponti che giungono al castello di Blois hanno nomi particolari: il primo il Pont Jacques Gabriel, il nome dell’architetto che l’ha costruito. Gli altri due hanno i nomi di due Presidenti della Repubblica francese: il Pont Charles de Gaulle e il Pont François Mitterrand.

sabato 4 aprile 2009

Castelli della Loira: Amboise


Le Château d’Amboise.

Il castello di Amboise fu fatto costruire da Carlo VIII su un edificio di epoca medievale. Il castello domina dall’alto di un risalto roccioso la piccola omonima cittadina.

Verso gli inizi del 1500 il castello non era ancora ultimato, ma prometteva di diventare uno dei più “italiani” della Loira, grazie al re Carlo VIII che amava l’Italia a tal punto da passarne gran parte dell’anno. Dal nostro Paese importò diversi mobili, stoffe e opere d’arte. Purtroppo il re scomparse a 28 anni, e non riuscì a vedere la sua opera compiuta.

I suoi successori furono Luigi XII e Francesco I. Proprio durante il regno di quest’ultimo arrivò ad Amboise uno dei più grandi uomini italiani mai esistiti, eletto anche “Uomo del millennio” a inizio secolo: si tratta di Leonardo da Vinci. Il toscano arrivò in questa città nel 1516, quando aveva 64 anni, portando con sé il suo più grande capolavoro: la “Gioconda”, per attuare il progetto del re che voleva impostare il resto del palazzo secondo il nuovo stile rinascimentale italiano.

A Leonardo, oltre che una rendita, venne data anche una dimora personale: il castello di Le Clos-Lucé, non tanto distante dal castello di Amboise e visitabile. Rimase a Le Clos-Lucé solamente tre anni, poiché morì nel 1519.

L’impianto originale del castello è oggi ridotto nelle sue dimensioni e in parte svuotato dagli arredi originali. Al suo interno si mescolano diversi stili: ad esempio il gotico della Sala del Consiglio e il Primo Impero degli Appartamenti di Luigi Filippo. Durante il periodo di massimo splendore il castello di Amboise aveva anche un giardino delle meraviglie, ma purtroppo di quella magnificenza oggi non resta molto.

Tra le diverse torri che ornano il castello, quella che predomina è la Torre dei Minimi, alta 40 metri. Si può camminare lungo la cinta muraria, da cui si gode di una vista particolarmente suggestiva.

Diverse sono le sale visitabili: tra queste merita una particolare attenzione la Sala del Consiglio (chiamata anche Sala degli Stati), con volte in pietra a crociera.

A pochi metri dal castello c’è la cappella di St. Hubert. Qui sono sepolte le ceneri di Leonardo da Vinci, dopo che la collegiata di San Fiorentino venne rasa al suolo nel 1807 (secondo le volontà del Maestro erano prima state conservate in questo luogo). La cappella è bellissima nelle sue linee gotiche; venne costruita da artigiani fiamminghi.

Sull’isolotto di fronte al castello si trova una statua bronzea di Leonardo da Vinci.

mercoledì 1 aprile 2009

Castelli della Loira: Chambord


Le Château de Chambord.

Il castello più grande tra tutti i Castelli della Loira è il castello di Chambord, simbolo del Rinascimento francese. Sorge lungo il corso del fiume Cosson, un affluente della Loira.

Appena lo si scorge si resta davvero a bocca aperta per le sue enormi dimensioni. Un po’ di numeri: è alto 56 metri, lungo 153 metri e largo 117 metri. Comprende 440 stanze, 84 scale, 365 camini originali, numerosi tetti oltre che a 32 chilometri di cinta. Il castello è disegnato a forma di croce, con il mastio centrale fiancheggiato da quattro torri e circondato da un cortile. Affascinante è anche il tetto, formato da una serie infinita di guglie, di torrette e di pinnacoli dorati.

Nel 1515 al re Luigi XII succedette il re Francesco I, che aveva solamente 21 anni. Nonostante la giovane età voleva costruire un’opera che perpetuasse per sempre il suo ricordo nei posteri, purtroppo però non riuscì a vederlo terminato (i lavori si protrassero dal 1519 al 1537). Il suo stemma, la salamandra, si ritrova molteplici volte in ogni parte della dimora. Il castello venne rinnovato nel suo splendore da due re, Luigi XIII e Luigi XIV che lo resero il gioiello che possiamo ammirare oggi.

Al suo interno è celebre lo scalone a doppia elica, che la tradizione vuole attribuire al genio creativo di Leonardo da Vinci. Si tratta di due rampe a chiocciola che salgono l’una sull’altra fino alle terrazze senza mai incontrarsi. Questo scalone fu disegnato in modo che due persone che salissero e scendessero la scala potessero sempre vedersi, ma mai incontrarsi, se non all’inizio o alla fine.

Molte stanze sono visitabili, tra tutte quella di Francesco I (al primo piano), una delle più grandi, come del resto lo sono quasi tutte quelle degli appartamenti reali. La maggior parte dei mobili che si vedono però non è originale: si tratta di fedeli ricostruzioni per sopperire alla mancanza di ciò che venne perso o distrutto durante il periodo della Rivoluzione Francese.

Al secondo piano si trova il Museo della Caccia e della Natura, dedicato all’arte venatoria, molto cara sia a Francesco I che a molti dei suoi successori.

Nel 1670 a Chambord venne messo in scena per la prima volta il “Borghese gentiluomo” di Molière.

A Chambord non c’è da visitare solamente il castello, anche l’enorme parco merita almeno una passeggiata tra i suoi sentieri tenuti magnificamente, i suoi laghetti e i suoi terreni di caccia. Il parco è chiamato Domaine National de Chambord e comprende ben 5.500 ettari, di cui 4.500 sono interamente coperti da boschi; oltre all’interesse paesaggistico non bisogna tralasciare l’interesse faunistico: al suo interno si trovano numerose specie di animali, tra cui i famosi cinghiali e cervi del castello di Chambord. E’ il parco boschivo recintato più grande d’Europa.

lunedì 30 marzo 2009

Castelli della Loira: Châteaudun


Oggi inizia un viaggio in Francia, alla scoperta dei più bei Châteaux de la Loire, ossia i Castelli della Loira.

Le Château de Châteaudun.

Châteaudun è un paesino che signoreggia sulla valle della Loira; prima fu insediamento celtico e poi un castrum romano, dal X secolo fu dominio dei conti di Blois.

Il castello di Châteaudun he avuto una storia travagliata: venne infatti di strutto da ben due incendi e passò di mano in mano diverse volte: dopo essere stato proprietà dei conti di Blois, nel 1391 venne ceduto a Luigi d’Orléans, e per successione andò a Carlo di Orléans. Infine, arrivò ad essere il castello di Giovanni di Dunois, conosciuto come il Bastardo di Orléans.

Giovanni di Dunois, dopo una giovinezza passata a combattere l’occupante inglese e a partecipare a tutte le maggiori imprese della Pulzella d’Orléans, decise di ritirasi nei suoi possedimenti di Châteaudun dove si dedicò alla trasformazione del castello, ma il suo lavoro venne purtroppo reso vano dall’incendio che si sviluppò nel 1723. Successivamente il castello venne colpito dal fuoco un’altra volta, nel 1870.

In origine questo castello era un’impenetrabile fortezza medievale e una suntuosa dimora feudale del XII secolo. La struttura portante del donjon, il mastio del castello, è costituita da travi in legno a ginocchio e fu aggiunta nel ‘400. Oggi ne resta solamente il torrione circolare.

Si accede al castello attraverso il cortile d’onore, dominato dal possente donjon, racchiuso dalle due ali del castello: l’aile Longueville e l’aile Dunois. Le finestre affacciate sul cortile d’onore del castello hanno dei trafori tardo-gotici molto elaborati. Da visitare anche la Sala delle udienze, che venne interamente ridecorata nel XVII secolo in onore di una visita del Re Sole. In questa stessa stanza, qualche anno dopo, nel 1793, fu istituita la sede del tribunale rivoluzionario.

Accanto al mastio è incastonata la Sainte-Chapelle (1451 – 1494), costruita in stile gotico fiammeggiante.

domenica 29 marzo 2009

Top ten: Parigi (part 2)


Parigi: seconda parte!

Ecco gli ultimi cinque monumenti della top ten da visitare nella capitale della Francia:
6. NOTRE DAME.
E’ la cattedrale cattolica di Nostra Signora (dedicata alla Madonna) situata nell’Île de la Cité. E’ una delle costruzioni gotiche più celebri al mondo. La costruzione della cattedrale iniziò sotto il regno di Luigi VII, nel 1163, e venne conclusa nel 1345.. Ha una pianta rettangolare; all’interno sono presenti numerose cappelle laterali, cinque navate e un doppio deambulatorio nella zona dell’abside. E’ lunga 128 metri, larga 48 meri e alta, fino alla guglia, 96 metri. Notre Dame è stata resa ancora più celebre dal libro “Notre Dame de Paris” del grande scrittore francese Victor Hugo. Personalmente, tra le centinaia di cose che meritano l’attenzione in questa chiesa, quelle che mi hanno colpito di più sono il Portale della Vergine, dedicato interamente alla Vergine Maria, le torri della cattedrale (la salita è a pagamento, ma il panorama che si vede da lassù vale il prezzo del biglietto), il rosone gotico della facciata e i 23 bassorilievi raffiguranti la vita di Cristo.
Notre Dame fu un luogo importante anche dal punto di vista storico: qui venne incoronato il re d’Inghilterra Enrico VI, qui venne fatto il processo a Giovanna d’Arco e qui venne incoronato Napoleone I Bonaparte;


7. BASILIQUE DU SACRÉ CŒUR.
La Basilica del Sacro Cuore domina la città di Parigi dall’alto di Montmartre, uno dei quartieri più belli e più amati di Parigi. Venne fatta costruire dopo la sconfitta del 1870 nella guerra contro i prussiani e dopo l’esperienza della Comune di Parigi. La forma dell’edificio è quella di una croce greca. Lo stile principale della basilica è il romanico - bizantino. Il colore bianco delle sue quattro cupole è dovuto alla pietra calcarea che non trattiene la polvere e lo smog, e ne mantiene il colore, e le rende visibili fino a chilometri di distanza. E’ un luogo di pellegrinaggio molto sentito, che vede fedeli alternarsi giorno e notte davanti al suo altare;


8. PLACE DE LA CONCORDE.
La piazza della Concordia, situata al termine degli Champs-Élysées, all’intersezione fra il Louvre e l’Arco di Trionfo, è la più grande di tutta Parigi e una delle più belle del mondo. Venne creata dall’architetto Jacques Gabriel. Il Governo francese la scelse come luogo dove porre la statua equestre di Luigi XV; per questo motivo venne chiamata inizialmente Place Louis XV. Nel periodo della Rivoluzione francese la statua del sovrano fu abbattuta, la piazza cambiò nome in Place de la Révolution e vi fu eretta la ghigliottina, che attirò sempre folle immense per assistere alle decapitazioni. Molte furono le personalità importanti della Storia francese che vennero ghigliottinate in questo luogo: tra tutti Marie Antoinette, Danton, Robespierre e anche il re Luigi XVI. Al termine della Rivoluzione i francesi vollero cambiarle nuovamente nome e finalmente diventò Place de la Concorde. Nel mezzo del quadrato della piazza si trova un obelisco di più di 3000 anni e alto più di venti metri che arriva dalle rovine del tempio di Luxor;


9. LOUVRE.
Il Louvre è sicuramente uno dei più celebri musei di tutto il mondo, sia per la sua storia, che per la sua architettura ma soprattutto per le opere d’arte che contiene: per citarne alcune, la Gioconda e la Vergine delle Rocce di Leonardo da Vinci, la Libertà che guida il popolo di Delacroix oltre che ad opere di Rembrandt, Jacques-Louis David, Caravaggio e Raffaello. Il nome “Louvre” potrebbe derivare da “L'Œuvre”, che in francese significa “il capolavoro”, perché era il palazzo più grande di Parigi. Prima di essere un museo il Louvre era la residenza dei re francesi. Nell’immaginario collettivo il Louvre si identifica con la Piramide di vetro, che di notte diventa particolarmente suggestiva;


10. JARDINS DE TUILERIES.I Giardini di Tuileries vennero creati nel 1600 da André le Notre su volontà di Caterina de’ Medici, che voleva un tocco di Rinascimento nella capitale francese. Gli aristocratici del tempo amavano passeggiarvi per trascorrere il tempo; oggi sono una meta imperdibile di Parigi, dove si può decidere di rilassarsi davanti allo stagno oppure divertirsi andando al Luna Park. Si trovano tra la Place du Carrousel e Place de la Concorde, comprendono due vasti settori attraversati da un viale centrale fiancheggiato da aiuole e da sculture, su una superficie enorme.

venerdì 27 marzo 2009

Valle della Loira: istruzioni per l'uso

Informazioni sulla Valle della Loira.

La Loira è il più lungo fiume interamente francese. Il suo bacino idrografico è quasi il doppio di quello del Po; la sua lunghezza è di 1.012 km. Il fiume nasce sul monte Gerbier-de-Jonc, nell’area meridionale del Massiccio Centrale, e sfocia nell’Atlantico. Dal 2000 è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco.

La Loira è stato, dal punto di vista storico, un fiume molto importante: ha fatto, ad esempio, da sfondo al martirio di Giovanna d’Arco e alla riscossa dei Valois contro gli inglese di Enrico VI. Alla fine della guerra dei Cent’anni la Valle della Loira divenne il centro del potere francese. Per oltre 150 anni con la dinastia dei Valois le sue sponde furono la sede dei re di Francia. Fu il primo fiume francese a diventare fleuve royal, ossia fiume reale.

La più grande ricchezza della Valle della Loira sono i suoi castelli: se ne contano oltre 600. Da questi castelli il potere non veniva solo amministrato, veniva principalmente esibito. L’architettura aveva lasciato posto al gusto estetico piuttosto che alle esigenze difensive: scomparvero infatti gli elementi tipici dei castelli medievali, come le feritoie.

La Valle della Loira è conosciuta come il Giardino di Francia, e oltre che per i suoi magnifici castelli è nota per la qualità delle sue città storiche, tra cui figurano Amboise, Tours, Chinon, Nantes e Blois.

La Valle della Loira è anche famosa perché è in questa zona che si produce uno dei migliori vini del mondo.

I negozi della regione della Valle della Loira sono aperti da martedì a sabato dalle 9.00 alle 12.30 e dalle 14.00 alle 19.00.
Anche le banche restano chiuse al lunedì, e osservano questo orario di apertura da lunedì a sabato: 8.30 – 12.00 e 14.00 – 17.00.
La posta è aperta dalle 8.30 alle 18.00.
I musei sono chiusi il martedì, mentre i castelli sono aperti generalmente anche la domenica.

Il clima della Valle della Loira è temperato, con precipitazioni frequenti (portare con sé un ombrello è sempre utile!).
Per chiamare in Francia dall’Italia bisogna comporre il prefisso internazionale 0033.

sabato 21 marzo 2009

Top ten: Parigi

Top ten (part 1): cosa vedere a… Parigi!!

Parigi è una delle città che preferisco al mondo. Per questo motivo non riesco a decidere una top five: sono troppe le cose da vedere! Quindi sarà una top ten divisa in due parti!

Parigi (in francese Paris) è la capitale della Francia. Posta su un’ansa della Senna, è una delle città più importanti ed influenti del mondo; è un grande centro economico, politico e culturale.

Da visitare:
1. l’ARC DE TRIOMPHE DE L’ÉTOILE.
In italiano è conosciuto come l’Arco di Trionfo; è un arco che venne fatto costruire da Napoleone Bonaparte in stile neoclassico per esaltare la gloria delle armate francesi della Rivoluzione, in particolar modo dopo la vittoria riportata ad Austerlitz. Napoleone non riuscì però a vederlo ultimato, cosa che avvenne nel 1836. Le sue dimensioni sono imponenti: 50 metri di altezza e 45 metri di larghezza. L’Arco di Trionfo è posto all’inizio degli Champs-Élysées, al centro della Place de l’Étoile. Alla base delle quattro colonne si trova una scultura allegorica. Nel 1920 sotto l’arco venne collocata la tomba del Milite Ignoto, per ricordare tutti i caduti francesi durate la guerra del 1915-1918. All’interno invece sono contenuti i nomi di centinaia di generali francesi che si sono distinti per la difesa della Patria. Sotto l’arco si trova un museo sotterraneo contenente alcuni oggetti di proprietà di Napoleone Bonaparte, oltre che dei cimeli della Prima Guerra Mondiale. L’Arco di Trionfo è stato il luogo simbolo di tutti gli avvenimenti più importanti della storia francese: dai funerali di Napoleone a quelli di Victor Hugo, dai festeggiamenti della Prima Guerra Mondiale alla liberazione francese della Seconda Guerra Mondiale;
2. gli CHAMPS ÉLYSÉES.
Gli Champs Élysées sono la via più conosciuta di tutta Parigi, lunghi quasi due chilometri e larghi 88 metri. Sono divisi in due parti dal Rond Point, il maggiore incrocio che li attraversa. Gli Champs Élysées collegano l’Arco di Trionfo alla Place de la Concorde. Nella parte superiore si trovano negozi, caffè, ristoranti e teatri. Nella parte inferiore invece si trovano i celebri giardini, famosi in tutto il mondo. Un tempo questa suntuosa via simboleggiava la strada prediletta dai membri dell’aristocrazia, mentre oggi esalta l’immancabile joie de vivre di Parigi e dei suoi abitanti;
3. la TOUR EIFFEL.
La Tour Eiffel è il simbolo per eccellenza di Parigi. Il nome deriva dal progettista dell’opera, l’ingegnere Gustave Eiffel. Nonostante sia una struttura straordinariamente imponente (misura infatti 320 metri d’altezza), venne costruita in soli due anni, dal 1887 al 1889, per commemorare i cento anni trascorsi dalla Rivoluzione Francese, in occasione dell’Esposizione Universale.
La torre è costruita interamente in ferro; questo materiale però richiede una manutenzione costante, quindi sulla Tour Eiffel si può vedere perpetuamente qualcuno che la vernici o che controlli che sia tutto a posto.
Viene illuminata tutte le sere, e lo spettacolo che offre lascia i turisti a bocca aperta.
Si può salire fino alla sua sommità in due modi: per le scale, ma questo modo è consigliato solo a chi è veramente allenato e non soffre di problemi cardiaci, poiché gli scalini sono ben 1665; oppure si possono usare i due ascensori trasparenti, molto più comodi. Dalla sommità, nei giorni di bel tempo, si può vedere l’orizzonte fino a 70 chilometri di distanza. Attenzione però alle oscillazioni: quando c’è vento possono arrivare fino a 12 centimetri!
4. il MOULIN ROUGE.
Il Moulin Rouge è uno dei locali più famosi di Parigi. Venne inaugurato nel 1889 e la sua fama da allora non ha fatto altro che crescere; la ricetta è sempre la stessa: ballerine poco vestite e coreografie sfarzose.
E’ situato nel quartiere di Pigalle, famoso per essere il quartiere a luci rosse di Parigi, non distante da Montmatre. La sua figura richiama quella di un mulino rosso (questa infatti è la traduzione in italiano del termine “moulin rouge”).
Si può decidere di cenare e di assistere allo spettacolo, e il tutto viene a costare sui 150 euro a testa, mentre si può pagare un po’ meno se si sceglie di assistere solo allo show.
Il Moulin Rouge venne reso famoso dal pittore Toulouse Lautrec che lo dipinse nella sua Goulue;
5. l’HOTEL DES INVALIDES.
Si tratta di un imponente edificio che occupa un vasto quadrilatero fatto costruire dal re Luigi XIV nel 1600. Lo scopo di questo Hôtel era quello di ricoverare i feriti e i veterani dell’esercito. Qui riposano le spoglie di Napoleone Bonaparte, sotto la cupola dorata del Dôme.
Da visitare anche il Musée de l’Armée, dove viene raccontata la storia della bandiera e degli eserciti francesi e la chiesa di Saint Louis des Invalides, conosciuta anche come la chiesa dei soldati; è un edificio austero e imponente dove sono custodite le cripte degli ufficiali deceduti all’interno dell’Ospedale militare.

giovedì 19 marzo 2009

La cucina della Valle della Loria

La cucina della Valle della Loira è molto ricca; non a caso la regione è chiamata “l’orto di Francia”: dalla sua terra si ricavano mele, pere, ciliegie, fragole, asparagi, porri, cipolle, pomodori, carote e cetrioli.

Grazie al fiume della Loira e ai suoi molti affluenti la cucina della Valle è ricca di pesce, soprattutto di salmone. Il Saumon Val de Loire viene servito avvolto in fette di lardo, cotto in forno e insaporito con la beurre blanc, una salsa vellutata a base di burro, trito di scalogni, aceto e pepe bianco. Questa salsa viene utilizzata anche per altri tipi di pesce, come i lucci e gli agoni, che vengono cotti spesso in cout-bouillon, ossia marinati nel vino con ortaggi e erbe aromatiche. Un altro pesce gustoso molto famoso nella cucina della Valle della Loira è la carpe farcie à la Chambord: si tratta di una carpa imbottita con panna e funghi, messa sulla griglia, bagnata con vino rosso e servita con tartufi e frittura.

Un animale molto amato in questo tipo di cucina francese è la rana: le grenouilles sauce poulette sono un piatto molto gustoso, dove le cosce della rana vengono cucinate con salsa ai funghi, scalogno, besciamella e rossi d’uovo.

Anche la carne è molto amata: due piatti tipici sono l’andouillette, una lunga salsiccia di trippa o di frattaglie marinate con cipolle, timo, carote, vino bianco e alloro, e le rillettes, dei cubetti di spalla, collo e pancetta di scrofa cotti per 5 ore nello strutto con lardo, pepe, cipolle e chiodi di garofano. Una volta pronti si conservano in barattoli e vengono gustati freddi, solitamente sui crostini di pane. Con le rillettes si fanno anche le quiche tourangelles, ossia crostate farcite con crema di uova, latte e panna.
Il pollo compare sia sotto forma di stufato, nell’ottimo poulet en barbouille, oppure cotto con tartufi, funghi e vino nel boudin de volailla.

La cucina della Valle della Loira è rinomata anche per i pasticci e per le terrine di carne: due esempi sono il pâté de Chartres, che può essere sia di cacciagione che di selvaggina, rigorosamente marinato, mischiato con fegato di maiale e di vitello, tartufi, cognac e ricoperto di pasta foglia cotta in forno. Oppure si può assaggiare il fois gras, il fegato d’oca alla griglia con contorno di tartufi.

Per quanto riguarda i dolci, il dessert tipico della Valle della Loira è la tarte Tatin, inventata nel 1888 dalle sorelle Tatin: si tratta di una crostata di mele caramellate servita capovolta e spolverata con zucchero a velo. Molto buoni sono anche i macarons, a base di fragole all’aceto e crema di nocciole.

martedì 24 febbraio 2009

Il Carnevale a Nizza & New Orleans


E’ tempo di Carnevale anche in Francia, dove la città per eccellenza del Carnevale è Nizza. Le origini di questa festa sono parecchio antiche: le prime testimonianze risalgono addirittura alla fine del 1200; il Carnevale si sviluppò in diverse forme fino a quando Napoleone non lo sospese per qualche anno, ma in onore del Re di Savoia, Carlo Felice, venne reso nuovamente legale. Il Carnevale “moderno”, così come lo intendiamo noi, risale invece al 1873.

Tutti i giorni, escluso il sabato, nei giardini Alberto I si svolgono delle feste che attirano sempre migliaia di turisti, ma la parte più attesa è sicuramente quella della sfilata, che si svolge il Martedì Grasso, con circa una ventina di carri che vengono accompagnati da un corteo di figuranti in maschera. Da vedere anche la “battaglia dei fiori”. I fiori sono un elemento indispensabile del Carnevale di Nizza: vengono usati per decorare i giganteschi carri e ragazze e ragazzi dagli stravaganti travestimenti li lanciano alla folla durante la sfilata. Il fiore più importante è la mimosa, il simbolo della città. I festeggiamenti si concludono il martedì sera, quando viene fatto il rogo di Re Carnevale e inizia lo spettacolo pirotecnico.

Quest’anno il Carnevale di Nizza si celebra dal 13 febbraio fino all’1 marzo. Il tema di tutta la sfilata è “il Re dei Creduloni”.



Nel Nuovo Continente, invece, uno dei Carnevali più famosi è quello di New Orleans, la Venezia del Nord, che parte il giorno dell’Epifania e termina il giorno del Martedì Grasso, che quest’anno cade il 24 febbraio.

Le sue origini sono più recenti rispetto a quelle di Nizza: risale al 1827, quando si ebbe la prima Mardi Gras celebration. Da quel momento, è una delle feste più pazze del mondo, tutti gli abitanti della città vi partecipano, lasciandosi andare agli eccessi di Bacco e di Venere.

Anche in questo caso la sfilata è il momento culminante del Carnevale: è tradizione lanciare sulla folla collane di perle e monete in alluminio colorato. D’obbligo è una visita al Quartiere Francese, dove sfilano le maschere più belle di tutta New Orleans. La trasgressione, in ogni caso, la fa sempre da padrone.

La torta di Carnevale di New Orleans è chiamata King’s cake, ed è preparata in onore dei Re Magi. Al suo interno si deve mettere una raffigurazione di un bambino di metallo o di plastica. Chi dovesse trovarla all’interno della sua festa, è tenuto a fare a sua volta una torta e ad offrirla ai suoi amici.

I colori tradizionali del Martedì grasso sono l’oro, il viola e il verde. L’oro raffigura il potere, il viola simboleggia la giustizia e il verde sta per la fede.