martedì 31 marzo 2009

La cucina olandese


L’Olanda non è un Paese particolarmente rinomato per la sua tradizione gastronomica. In ogni caso, quando si decide di andare a visitarla, provare la sua cucina sostanziosa è d’obbligo. Bisogna dire che gli olandesi, nei tempi passati, non hanno mai dato troppa importanza al cibo: si mangiava per vivere, non si viveva per mangiare. Oggi la tendenza è cambiata, e anche in Olanda si cerca di dare più attenzione all’aspetto enogastronomico.

Il primo pasto della giornata è la colazione: abbondante ma semplice, solitamente con fette di pane con la marmellata, formaggio, uova sode e l’immancabile caffè. Il pranzo è quasi sempre uno spuntino, che viene consumato velocemente e senza troppi fronzoli. Il pasto vero e proprio è la cena, molto sostanziosa.

L’ingrediente principale della cucina olandese è la patata, che viene solitamente servita lessa come contorno a piatti di carne con il sugo. Per dare sapore alle patate, queste vengono condite con salse o conserve.

I piatti tipici più famosi dell’Olanda sono lo stamppot, uno stufato misto formato da purè di patate con cavolo, invidia o crauti, salsicce affumicate oppure carne di maiale. E’ un piatto tipicamente invernale. Per la primavera, invece, da provare sono gli asperge, gli asparagi, che devono essere bianchi e croccanti; vengono serviti con burro e prosciutto. Infine troviamo i mosselen, le cozze, che devono essere servite accompagnate dal vino bianco. Il piatto deve contenere anche porri e cipolle, servite in una casseruola, con contorno di patatine fritte.

Un ingrediente molto usato è l’agnello, a differenza del pesce, che viene pescato in grandi quantità ma che non viene consumato con altrettanta facilità. E’ però uno degli ingredienti più usati per gli spuntini, solitamente di aringa o anguilla affumicata.

Non bisogna dimenticarsi di parlare dei formaggi, alimento per cui l’Olanda è conosciuta a livello internazionale. Il principale è il Gouda, usato anche come spuntino accompagnato dalla senape; ci sono poi l’Edam, asciutto e poco cremoso e il Leidse, delicato e aromatizzato con carvi oppure semi di cumino.

I dessert vedono il tripudio delle torte di frutta e dei gelati. Molto famosa è la appeltaart, la torta di mele. Molto buoni anche i pannenkoeken, i pancake dolci.

La bevanda nazionale dell’Olanda è senza dubbio la birra chiara, che deve essere consumata preferibilmente fresca e con la schiuma. Sempre parlando di bevande, gli olandesi sono i secondi bevitori a livello mondiale di caffè. Attenzione però, per bere il caffè come lo intendiamo noi, chiedere sempre un espresso!

Lo svedese

Oggi si parla della…lingua svedese!

Lo svedese è una lingua di ceppo germanico, appartenente al ramo nordico. Viene parlata in tutta la Svezia e anche in alcune zone della Finlandia. La maggior parte degli Svedesi utilizza l’inglese come seconda lingua, anche perché tra i due idiomi ci sono diverse somiglianze.

Se si cerca di imparare delle frasi di uso corrente, gli Svedesi lo apprezzeranno molto, poiché non sono abituati a sentire gli stranieri parlare la loro lingua, anche perché ha dei suoni che non esistono nelle altre lingue. Dopo un periodo di permanenza in Svezia, però, sarà possibile iniziare a capire qualcosa di questa lingua così bella!

Cinque dei nove principali dialetti sami, una minoranza svedese, sono considerati lingue ufficiali.

I verbi sono uguali per tutte le persone, quindi ad esempio il verbo essere si declinerà in questo modo: io sono = jag är; tu sei = du är; eccetera… Anche l’articolo determinativo rimane sempre invariato. In singolare e il plurale sono determinati dalla desinenza del sostantivo.

Le vocali sono lunghe, tranne quando sono seguite da consonanti doppie, in quel caso diventano brevi. Oltre alle nostre cinque vocali, “a”, “e”, “i”, “o” e “u”, che vengono pronunciate come in italiano, lo svedese ha i seguenti suoni vocalici:
-ä = si pronuncia come una “e” molto aperta;
-ö = si pronuncia mettendo le labbra come per dire “o” e invece dicendo “e”;
-y = si pronuncia mettendo le labbra come per dire “u” e invece dicendo “i”.

Per quanto riguarda le consonanti, invece, la maggior parte si pronuncia in modo simile alle consonanti italiane. Le eccezioni sono le seguenti:
-c = come in sole;
-ck = come in bocca;
-tj e rs = come in sci;
-ch = come il suono “ch” tedesco;
-g = come in gola, ma a volte viene pronunciata anche come in palio.

Pillole di svedese:
-salve: HEJ;
-arrivederci: HEJ DÅ;
-sì: JA;
-no: NEJ;
-per favore: SNÄLLA;
-grazie: TACK;
-prego: VARSAGOD;
-mi chiamo Laura: JAG HETER LAURA;
-aiuto!: HJÄLP!